Brandelli di storie
una donna
Aida di nuovo, quella mattina, si era ritrovata a scrutare la distesa d’acqua, il limite, alla ricerca di qualcosa che non riusciva ancora a definire chiaramente. Seduta di fronte alla laguna, il suo stato d’animo non era migliorato. Dal suo arrivo al bastione l’inquietudine aveva preso forza e i dubbi avevano generato altri dubbi anziché dissiparli.
Ora era qui a fissare uno schermo che le restituiva tratti di una vita che stentava a riconoscere come sua. In fondo molte storie iniziano proprio così: con qualcuno che si pone delle domande, con qualcuno che si racconta.
La sua capacità di scandagliare i sentimenti, le motivazioni, era anche ciò che l’aveva fatta diventare così brava nel suo lavoro: la ricerca di fuggitivi, quelli più difficili da trovare.
Immaginare le possibilità era sempre stato, non solo il suo compito, ma anche una sua capacità innata, o fragilità a seconda dei punti di vista. Per il Sistema era una capacità, per ora.
Stava a lei immaginare i futuri possibili, ogni volta che prendeva un nuovo caso. Quali vite sono rimaste nascoste? Quali scelte sono state fatte o no?
La domanda di fondo era sempre la stessa: quanto si è davvero in controllo della propria vita? Quante vite vorremmo vivere? Quante vite potrem(m)o vivere?
Ogni singola scelta nasconde in sé infinite occasioni, lei lo sapeva bene.
Frammenti di memoria: In un altro momento, in un altro posto, così semplice e così complicato da accettare.
Ciò che ci smuove dentro, diretto e sfaccettato, lascia la possibilità di scoprire chi siamo, la scomodità di amare chi siamo.
Era arrivato l’ultimo giorno e con esso la convocazione per ricevere il suo nuovo incarico, al risveglio aveva avuto la sensazione di essere stata un’altra, per poche ore o per tutta una vita, era sicura di aver “ricordato” qualcosa che non le apparteneva, ma che faceva parte in qualche modo di lei. Non era la prima volta che le succedeva, ma questa volta la sensazione che le era rimasta addosso era più persistente, come un profumo che risulta piacevole da principio, ma poi diventa quasi insopportabile talmente forte e pervasivo. Dopo la colazione la sensazione era fortunatamente scemata. Sbrigate le ultime formalità, aveva lasciato l’ultimo bastione per tornare all’operosità della città, al suo ritmo, ai suoi schermi.

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