Brandelli di storie
Considerato che la maggior parte degli esseri che incrociava, parevano semplicemente cercare di sopravvivere alla vita e a se stessi, quello che trovava sorprendente era notare, ancora, in mezzo a quel flusso di mediocrità, qualcuno disposto invece, a fare lo sforzo di vivere.
Osservava queste poche creature guardare la propria esistenza con occhi disincantati, ma allo stesso tempo affamati di vita, di esperienze, e questo rimpolpava la speranza, anche solo per brevi attimi. Come in una sorta di acquario cosmico, osservava la superficie appannata in cui la maggior parte delle esistenze si dipanava. Esseri che rincorrevano materie destinate a estinguersi nell'arco di un tempo, lungo breve, ma già definito.
Solo pochi scrutavano questo spettacolo insulso, consapevoli di essere solo un istante di vita, in un universo che non misura il tempo. Il resto si credeva padrone di luoghi e tempi, che in realtà erano solo in prestito, destinati ad essere dimenticati o reclamati di nuovo dall’infinito.
La sua posizione era certo inusuale, per alcuni privilegiata, proprio perché il suo tempo garantito, superava di gran lunga quello assegnato alle creature al suo fianco, sul pianeta. Non sempre riusciva a percepire questa garanzia di vita come un frutto positivo. L'eternità è interminabile ma anche solitaria. La consapevolezza della sua condizione, aggravava la solitudine che si sprigionava, ad ogni segnale di passaggio del tempo.

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