LA FESSURA Seduta sul materasso fissava il paesaggio che la attendeva al di là della finestra. Il tetto del palazzo di fronte ogni giorno si popolava, ad intervalli quasi regolari, di diverse figure, diventando suo malgrado sede d'importanti attività. Mentre osservava, quasi assorta, uno di questi momenti di operosità, rifletteva: "la mia scelta di essere spettatrice della vita mi ha permesso di sviluppare una fantasia quasi rarefatta, dove personaggi si mescolano in spazi, storie e tempi diversi, per questo motivo il mio sentirmi più persone in una l'avevo sempre vissuto come condizione fatalmente normale, anche se la mia convinta normalità non mi è stata per niente di supporto quando ho deciso di guardare in faccia la mia realtà. La mia vita si riassumeva così: un palese caso di "schizofrenia culturale". Finalmente la sua patologia le si rivelava chiara in tutti i suoi sintomi: strani sentimenti di appartenenza verso luoghi mai conosciuti e al contrario qu...